Alga bruna utile per il controllo del peso… ma con cautela

Estate tempo di mare, a chi non sarà capitato di vedere delle alghe sulla spiaggia. Lo sai che sono piante medicinali? Scopri se possono esserti utili, come usarle e le loro controindicazioni.

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Descrizione e origine dell’alga bruna

Alga Bruna o Quercia marina (Fucus vesiculosus)

Fra le alghe che entrano a far parte dell’alimentazione umana o della fitoterapia, l’Alga bruna è sicuramente la più utilizzata. La droga è costituita dal tallo disseccato e sminuzzato del Fucus vesiculosus, alga bruna che può crescere fino ad un metro di lunghezza, vive fissata alle rocce ed è abbondante sulle coste della Manica e dell’Atlantico, dal nord ai tropici. E’ dotata di numerose vescicole piene d’aria che ne facilitano il galleggiamento e permettono all’alga di fluttuare nell’acqua del mare, senza adagiarsi sul fondo, caratteristica che le ha dato il nome di “vesiculosus”.

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Principi attivi di riferimento dell’alga bruna

Tracce di diversi minerali, in particolare iodio (0,03-0,2%) di cui una parte si trova legato a proteine o amminoacidi. Polisaccaridi di diverso tipo quali acido alginico (circa 12%). Polifenoli (circa 15%).

Attività principali dell’alga bruna

L’alga bruna è un ‘agente dimagrante, stimola la funzionalità tiroidea, demulcente (lenitivo). Come tutte le alghe, è ricca di iodio organico e di mucillagini (alginati), che le conferiscono blande proprietà lassative, ma soprattutto un’attività tonificante metabolica. Proprio quest’ultima proprietà ne consiglia un utile impiego come dimagrante, specie all’inizio di una dieta, in quanto favorisce la funzionalità tiroidea, facilita il ricambio generale e spesso agisce come stimolo del processo di dimagrimento.
E’ particolarmente indicato l’utilizzo di alghe a scopo dimagrante in caso di modesta ipofunzionalità tiroidea e ritenzione idrosalina, poiché l’apporto di iodio organico è spesso in grado di regolare la funzionalità della tiroide.

Uso dell’alga bruna

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L’alga bruna viene utilizzato principalmente nel sovrappeso per stimolare il metabolismo.
Può essere utilizzato come integratore di iodio.

Note e controindicazioni

L’alga bruna è da evitare nell’ipertiroidismo e nei problemi cardiaci ad esso associati.

E’ in ogni caso sempre opportuno, prima di somministrare il Fucus, valutare la funzionalità tiroidea per accertare che non vi siano importanti alterazioni, onde evitare indebite e pericolose interferenze. E’ superfluo ribadire che naturalmente l’utilizzo del Fucus, o di altre alghe ricche di iodio, è interdetto agli ipertiroidei e a tutti i soggetti che siano in trattamento con farmaci tiroidei, per una possibile interazione con essi.
L’uso del Fucus è controindicato anche durante la gravidanza e l’allattamento, anche per l’utilizzo esterno sotto forma di fanghi o creme.
Dosaggi eccessivi possono provocare agitazione, insonnia e palpitazioni.

Alghe nell’alimentazione

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L’uso alimentare delle alghe ha origine antica ed è particolarmente diffuso ancora oggi in oriente. Tra le edibili più comuni ricordiamo l’Alga Nori (Porphyria), la Kombu (Laminaria), la Wakame (Undaria).

Integratori di iodo

È stato dimostrato che lo iodio presente nelle alghe è ottimamente biodisponibile pertanto queste risultano un’ottima alternativa al sale iodato in particolare in chi segue una dieta iposodica.
A proposito dell’assunzione adeguata di iodio ricordiamo che da uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’Italia rientra nel gruppo delle regioni con un consumo carente di iodio. Quindi un utilizzo moderato di quest’alga non è in generale da temere anzi è consigliabile purché si abbia l’avvertenza di non assumerne quantitativi eccessivi. Si suggerisce di assumere con integratori circa il 30% (45 mcg/die) dell’ RDA di iodio (135 mcg/die).